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Il
nostro Istituto Araldico Genealogico delle due Sicilie
Onlus, offre dei servizi di ricerca storico-genealogica,
rivolta a tutti quegli Italiani all’estero che abbiano
il desiderio di ricercare e di trovare le proprie radici
siciliane, attraverso una ricerca ed uno studio presso
gli archivi anagrafici dello Stato Italiano e gli
archivi delle diocesi ovvero quelli delle parrocchie.
Per
gli archivi parrocchiali e diocesani occorre
sottolineare, che essendo state istituite le Anagrafi
dei Comuni solo dopo il 1820 ed in Sicilia funzionanti
solo dal 1830-32, bisogna effettuare la ricerca presso
tali archivi religiosi per la ricerca del certificato di
battesimo non esistendo quello anagrafico di nascita,
prima di tali date.
Per
ogni informazione si prega di scrivere per posta, con i
dati anagrafici degli avi, all’indirizzo della sede
dell’Istituto. Gli Italiani all’estero si trovano in
maggior parte nelle Americhe del Nord e del Sud, Stati
Uniti-USA, Canada, Venezuela, Argentina, Paraguay ,
Uruguay e Brasile. Nonché in Australia in gran numero,
ed in Africa nella Repubblica Sud-Africana ed anche
presso gli stati del Corno d’Africa: Somalia , Etiopia
ed Eritrea ed anche la Libia . Anche a Malta vi è una
comunità di origine Italiana e dove esiste anche
un’aristocrazia di origine Siciliana, essendo stata
l’isola di Malta un ex feudo del Regno di Sicilia. Vi è
una rete di musei dell’emigrazione Siciliana. Il
professor Maecello Saija dell’Università di Messina
direttore del dipartimento di Studi Internazionali,
Inglesi ed Americani di quella Università ed autore dei
libri “L’emigrazione Italiana Trans-Oceanica” e “Manuale
di Storia dell’emigrazione Siciliana” afferma che gli
emigranti di fine 800 avessero fatto fortuna ai primi
del 900, si vede dalle foto in abiti eleganti alle feste
delle Società di Mutuo Soccorso negli USA: gli Italiani
si univano per difendersi dalla Mano Nera, cioè la
Mafia”. Società di oriundi Siciliani ne sorgono in tutte
le grandi metropoli Americane: a San Francisco si
chiamava infatti “MaineStream”. Se nascevano dei
contrasti interni potevano anche sorgere diverse società
di oriundi nella stessa città. Molti emigrati si
guadagnavano da vivere suonando per le strade e
parteciparono al nascere del Ragtime. Sta per nascere il
museo dell’emigrazione dell’isola delle Eolie di Salina
con sede nella casa Marchetti della contrada San Lorenzo
dell’isola di Salina, casa che appartenne ad Antonino
Marchetti partito per l’America nel 1888 fondando
insieme ad altri nel 1898 la “Isola di Salina Society”
che fu la prima società di mutuo soccorso fra le società
di Siciliani emigrati in USA. Nel 1888 fu l’epoca della
prima grande ondata migratoria. Quello che servì a
diventare il Museo dell’emigrazione di Salina è il primo
ma non l’unico esmpio di una rete di musei
dell’emigrazione Siciliana dove vi figurano anche Giarre,
Savoca, Canicattini-Bagni, Ragusa, Acqua- viva -Platani,
Santa Ninfa , con un progetto finanziato dalla regione
Sicilia. L’erede di Marchetti Giuseppina Lazzaro morta a
Boston nel 1994 ed il nipote Peter Galluzzo hanno il
merito di avere donato la casa da adibire a museo. Il
professor Saija continua dicendo che la realtà
dell’emigrazione non è unica ma molto diversificata nei
tempi e nelle modalità. Diversa è infatti la Sicilia del
latifondo dove il mutuo soccorso, la cultura della
solidarietà non esistevano. Fuggivano dunque da questa
Sicilia ma di là dell’oceano finivano nelle mani della
Mafia, mentre le società di mutuo soccorso volevano
difenderli. Dal novembre 2007 da questa rete di musei
verrà il materiale in mostra a New York: “Sicilian
Crossings to America and the Derived Communities”
promossa dalla Rete dei musei dell’emigrazione
siciliana, dalla Regione ( assessorato al lavoro,
previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione) , con il dipartimento dell’ateneo messinese
diretto da Saija, il Centre for Italian Studies di New
York, il Grabaldi Meucci Museum e Filicudi Associates.
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